Quando la fideiussione è a prima richiesta, in quanto è previsto espressamente che “il fideiussore è tenuto a pagare quanto dovuto immediatamente alla Banca, a semplice richiesta scritta”, non si ritiene applicabile a tali casi la giurisprudenza – ormai consolidata – che ritiene necessaria un’azione giudiziaria al fine di evitare la decadenza di cui al primo comma dell’art. 1957 c.c. in quanto è sufficiente che il creditore abbia inviato una semplice messa in mora al debitore principale al fine di poter considerarsi avverata la condizione secondo cui “il creditore entro sei mesi abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia diligentemente coltivate”.

È quanto affermato dalla Suprema Corte nella sentenza 03/11/2021, n.31509, secondo la quale:

In tema di contratto autonomo di garanzia, ove le parti abbiano convenuto che il pagamento debba avvenire a prima richiesta, l’eventuale rinvio pattizio alla previsione della clausola di decadenza di cui all’articolo 1957, comma 1, del Cc, deve intendersi riferito – giusta l’applicazione del criterio ermeneutico previsto dall’articolo 1363 del Cc – esclusivamente al termine semestrale indicato dalla predetta disposizione. Pertanto, deve ritenersi sufficiente ad evitare la decadenza la semplice proposizione di una richiesta stragiudiziale di pagamento, non essendo necessario che il termine sia osservato mediante la proposizione di una domanda giudiziale, secondo la tradizionale esegesi della norma, atteso che, diversamente interpretando, vi sarebbe contraddizione tra le due clausole contrattuali, non potendosi considerare a prima richiesta l’adempimento subordinato all’esercizio di un’azione in giudizio. Tanto più che la decadenza del creditore dal diritto di escutere la fideiussione, prevista dall’articolo 1957 del Cc quale conseguenza del mancato inizio dell’azione giudiziaria nei confronti del debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione, non è posta a presidio di alcun interesse di ordine pubblico, e può di conseguenza essere derogata dalle parti sia esplicitamente, sia implicitamente attraverso un comportamento concludente” (Cassazione civile sez. I, 03/11/2021, n.31509).

In senso analogo, diverse successive pronunce di merito (tra cui Tribunale di Padova, 28.03.2022 nonché Tribunale di Treviso, 7.04.22).

Il Tribunale di Taranto ha chiarito che:

“In ipotesi di fideiussione che preveda che il garante sia tenuto a pagare immediatamente, ossia “a prima richiesta”, per evitare la liberazione del garante è sufficiente la semplice proposizione di una richiesta stragiudiziale di pagamento rivolta al debitore principale, purché la successiva azione giudiziale sia effettivamente proposta entro un termine ragionevole, in quanto lo scopo del termine di decadenza di cui all’art. 1957 c.c, è quello di evitare che il fideiussore si trovi esposto all’aumento indiscriminato degli oneri inerenti alla sua garanzia, per non essersi il creditore tempestivamente attivato al primo manifestarsi dell’inadempimento” (Tribunale Taranto sez. I, 22/08/2022, n.2161 – doc. 10).

Si veda anche, nel medesimo senso, Tribunale Pistoia sez. I, 17/03/2022, n.262 (doc. 11), secondo il quale:

“In tema di contratto di garanzia, ove le parti abbiano convenuto che il pagamento debba avvenire a prima richiesta, l’eventuale rinvio pattizio alla previsione della clausola di decadenza di cui all’articolo 1957, comma 1 c.c., deve intendersi riferito – giusta l’applicazione del criterio ermeneutico previsto dall’articolo 1363 del c.c. – esclusivamente al termine semestrale indicato dalla predetta disposizione. Pertanto, deve ritenersi sufficiente ad evitare la decadenza la semplice proposizione di una richiesta stragiudiziale di pagamento, non essendo necessario che il termine sia osservato mediante la proposizione di una domanda giudiziale, secondo la tradizionale esegesi della norma, atteso che, diversamente interpretando, vi sarebbe contraddizione tra le due clausole contrattuali, non potendosi considerare a prima richiesta l’adempimento subordinato all’esercizio di un’azione in giudizio. Tanto più che la decadenza del creditore dal diritto di escutere la fideiussione, prevista dall’articolo 1957 c.c. quale conseguenza del mancato inizio dell’azione giudiziaria nei confronti del debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione, non è posta a presidio di alcun interesse di ordine pubblico, e può di conseguenza essere derogata dalle parti sia esplicitamente, sia implicitamente”.