Il pignoramento di quote societarie è uno strumento che permette al creditore di soddisfare il suo credito attraverso la vendita delle quote della società che risultino appartenere al debitore.

La disciplina specifica è dettata dall’art. 2471 c.c. secondo cui “La partecipazione può formare oggetto di espropriazione. Il pignoramento si esegue mediante notificazione al debitore e alla società e successiva iscrizione nel registro delle imprese. L’ordinanza del giudice che dispone la vendita della partecipazione deve essere notificata alla società a cura del creditore. Se la partecipazione non è liberamente trasferibile e il creditore, il debitore e la società non si accordano sulla vendita della quota stessa, la vendita ha luogo all’incanto; ma la vendita è priva di effetto se, entro dieci giorni dall’aggiudicazione, la società presenta un altro acquirente che offra lo stesso prezzo. Le disposizioni del comma precedente si applicano anche in caso di fallimento di un socio.”

Ma come procedere nel caso in cui le quote di una S.r.l. siano state cedute dal debitore ad una società fiduciaria? Ebbene, sul punto sono emersi alcuni dubbi in merito all’individuazione del soggetto titolare effettivo delle partecipazioni e sullo strumento processuale da utilizzarsi.

È intervenuto quindi sul punto il Tribunale di Torino con sentenza del 3 giugno 2016.

Il Giudice torinese nella citata pronuncia ha preliminarmente chiarito che alla società fiduciaria è riconosciuta la sola legittimazione ad esercitare in nome proprio un diritto altrui (del mandante), il quale viceversa conserva l’effettiva titolarità delle quote societarie.

Conseguentemente, le azioni e le quote intestate a società fiduciarie non possono per ciò essere sottratte ai creditori, i quali, procedendo ai sensi dell’art. 543 c.p.c., potranno dare avvio ad una espropriazione presso terzi, al fine di accertare l’effettiva titolarità della partecipazione in capo al debitore per tramite della dichiarazione positiva del terzo ex art. 547 c.p.c. o del successivo accertamento ex art. 549 c.p.c..