Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (in acronimo CCII, D.Lgs 14/2019 e ss.mm.) ha introdotto uno strumento innovativo a favore dell’imprenditore laddove, pur  trovandosi il predetto in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico finanziario che ne rendono probabile la crisi o l’insolvenza,  risulti ragionevolmente perseguibile il risanamento dell’impresa (art. 12 CCII). Si tratta di una procedura di tipo riservato e volontario, di natura extra giudiziale e non avente carattere concorsuale. Essa si rivolge, appunto, all’imprenditore che voglia risolvere una situazione di difficoltà economico finanziaria prima che essa si aggravi e sfoci nell’insolvenza e nel conseguente ricorso agli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza, tra cui la liquidazione giudiziale (art. 40 CCII). Le potenzialità della composizione negoziata stanno nella capacità dell’esperto negoziatore, che possiede competenze ed esperienze nella tecnica di facilitazione, di affiancare l’imprenditore (da cui è indipendente e sulla cui condotta vigila) nella negoziazione con i creditori e le altre parti interessate. Il legislatore ha previsto misure premiali (art. 25 bis CCII) ed un ventaglio ampio ed articolato di soluzioni (art. 23 CCII), fino all’estremo rimedio del concordato liquidatorio semplificato (art. 25 sexies CCII) che, ove percorribile, presenta notevoli agevolazioni, tra cui l’assenza del requisito della percentuale minima di soddisfazione dei creditori chirografari e l’assenza del voto dei creditori.